MIGLIORARE L'ACCURATEZZA DIAGNOSTICA E LA GESTIONE DEI DISTURBI DEPRESSIVI MAGGIORI TRAMITE INTERVENTI MUSICALI SU MISURA E STIMOLAZIONE NEURO-ACUSTICA: MUSICA E NEURO-ACUSTICA NEL TRATTAMENTO DEL MDD
Music and Neuro-acoustics in MDD Treatment
DOI:
https://doi.org/10.47513/mmd.v18i2.1084Parole chiave:
Major depressive disorders Neuro Acoustic Loop Methodology, Diagnostic challenges, Self-reported symptoms, Clinical assessments, Music therapy, Cognitive function, Auditory stimulation, Neural networks Treatment efficacyAbstract
Il disturbo depressivo maggiore (Major Depressive Disorder, MDD) è una patologia psichiatrica diffusa e invalidante, diagnosticata principalmente sulla base della descrizione soggettiva dei sintomi e del giudizio clinico, il che spesso comporta diagnosi tardive o imprecise. Il presente studio intende verificare se una musicoterapia personalizzata, combinata con la stimolazione neuroacustica (NAS) e le metodologie del ciclo neuroacustico (Neuro Acoustic Level Management, NALM), possa migliorare sia l’accuratezza diagnostica che i risultati terapeutici nei soggetti affetti da MDD. È stato condotto uno studio randomizzato controllato con metodi misti presso il Kashmir Advanced Scientific Research Centre (KASRC) che ha coinvolto 94 partecipanti con diagnosi di MDD (gruppo di intervento: n = 47; gruppo di controllo: n = 47). Il gruppo di intervento ha ricevuto una musicoterapia personalizzata integrata con modulazione acustica basata sul NALM per 30 minuti al giorno per sei settimane, mentre il gruppo di controllo ha ascoltato suoni ambientali neutri. I risultati quantitativi sono stati valutati utilizzando il Beck Depression Inventory-II (BDI-II), la Hamilton Depression Rating Scale (HDRS), l'elettroencefalografia (EEG) e la risonanza magnetica funzionale (fMRI). I dati qualitativi sono stati raccolti attraverso interviste personalizzate volte a valutare la risposta emotiva, il coinvolgimento e il benessere soggettivo. I risultati hanno dimostrato una riduzione media di circa il 35% nei punteggi BDI-II e HDRS nel gruppo di intervento, rispetto a cambiamenti minimi nel gruppo di controllo.
I risultati neurofisiologici hanno evidenziato una maggiore sincronizzazione nella banda gamma (~40 Hz) e una maggiore connettività funzionale all’interno delle reti prefrontali-limbiche a seguito dell’intervento. I partecipanti hanno inoltre riferito un miglioramento nella regolazione emotiva, nella qualità del sonno e nell’adesione al trattamento. Questi risultati suggeriscono che un intervento di musicoterapia personalizzato, combinato con la stimolazione neuroacustica, offra un approccio complementare replicabile e non invasivo alla diagnosi e alla gestione convenzionale del disturbo depressivo maggiore, con potenziali implicazioni per la valutazione oggettiva e l’assistenza sanitaria mentale di precisione.
Parole chiave:
Stimolazione uditiva; Sfide diagnostiche; Disturbo depressivo maggiore; Musicoterapia; Reti neurali; Metodologia del ciclo neuro-acustico